Alice Valenti


Alice Valenti è laureata in Conservazione dei Beni Culturali a Catania. L’artista catanese compie il suo apprendistato pittorico immersa nello smagliante apparato decorativo e cromatico del carretto siciliano, al quale si ispira per una personale e colorata reinvenzione di mobili e oggetti d’arredo. Lo studio delle tradizioni popolari, dell’opera dei pupi e della tradizione orale e figurativa dei cantastorie ampliano l’interesse dell’artista, che negli ultimi anni orienta la sua ricerca verso un più intimo e variegato concetto di “sicilianità”, un sentimento del tempo e del rapporto con la tradizione che declina simboli, volti e riti della cultura popolare in chiave contemporanea. È stata allieva del maestro Domenico Di Mauro, grande custode di questa tradizione, e tutto è cominciato a partire da un libro.

«Mi ero appena laureata e brancolavo nel buio. Sapevo solo di voler fare qualcosa di artistico e artigianale. E avevo voglia di riappropriarmi delle mie radici. Stavo leggendo “Il carretto siciliano”, un volume a edizione limitata del 1967, quando vidi il nome di mio nonno nell’elenco degli artigiani. Mio padre mi raccontò della collaborazione con il maestro Di Mauro che a 17 anni andava a dipingere da lui a Scordia. Il giorno dopo andai a trovarlo ad Aci Sant’Antonio e in quella bottega, sua e del cognato Antonio Zappalà, ci rimasi cinque anni. Ricordo ancora quel momento: mi ritrovai come in una situazione antica, su quel basolato di pietra lavica, tra Sant’Agata e storie di paladini, con tutti quei carretti smembrati e accatastati, e loro due, curvi, con i capelli bianchi, in mezzo a tutti quei colori».