Ernesto Romano


Ernesto Romano è nato a Catania nel 1973. A Roma ha studiato regia, sceneggiatura e tecniche di ripresa in varie scuole di cinema, e si è laureato in Filosofia all’Università “La Sapienza” con una tesi sperimentale sul determinismo ontologico e l’indeterminismo epistemologico della fisica quantistica, argomento legato alla percezione e comprensione della realtà, che lo vede impegnato nella ricerca pittorica in quanto strumento che indaga l’“oltre” della conoscenza. Nel 2000 ha eseguito delle improvvisazioni al pianoforte nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma in occasione del convegno e della mostra sullo scultore croato Ivan Mestrovic; si è esibito poi alla Facoltà di Fisica dell’Università di Catania nel 2008 con un video-concerto durante la Notte dei Ricercatori; e in occasione del convegno su Demetra e Kore organizzato nel 2015 dall’Associazione Pubblic/azione nei pressi di Morgantina. Nel 2005 ha inaugurato il Livingroom Art-s Studio a Roma, dove ha esposto i suoi lavori di arte visiva e fotografia insieme a colonne sonore originali, partecipando a FotoGrafia – Festival Internazionale di Roma. Nello stesso anno ha fondato la re_production, una casa di produzione che si occupa di video, edizioni, grafica e design. Nel 2005 e nel 2006 ha ricevuto la menzione d’onore all’International Photography Awards per la sezione Fine Art con la serie Onde Anomale e per la sezione People – Lifestyle con una foto singola tratta dal reportage di Piazza Vittorio a Roma. È stato finalista al Premio della Critica e finalista al Premio dei Galleristi ad ArtistInMostra 2011 a Parma, e unico finalista italiano nella sezione Photo/Digital Graphics al Celeste Prize 2011 di New York. Nel 2012 ha tenuto i Workshops on Creativity in SoHo a New York. La sua ricerca multidisciplinare si estende in ambiti eterogenei, attraversando la pittura, la fotografia, la musica e la scrittura. Nelle arti figurative si possono distinguere due aspetti complementari. La sua ricerca fotografica si concentra soprattutto nel mettere in luce la “surrealtà” della realtà, che scaturisce dal rapporto tra l’individuo e lo spazio urbano o naturale, o tra la realtà e la rappresentazione di essa costruita dai mezzi di comunicazione, colta e registrata senza manipolazioni. Con la pittura e la scultura, invece, la ricerca si propone di creare il rapporto tra la realtà “oggettiva” nascosta, inesperita e inesperibile, e la superficie omogenea, impenetrabile e celante dell’apparenza, della quotidianità e dell’esperienza diretta e superficiale, mediante la rappresentazione della “gettata in profondità” o l’ “emersione” di paesaggi non figurativi che si aprono dietro superfici il più delle volte materiche.

art-s@ernestoromano.net

 

Complementarietà (e surrealtà del reale)

Di questo studio fanno parte le foto di reportage delle città (New York, Roma, Praga, ecc.), ma anche il tema delle Mostre, nel rapporto complementare tra spettatore/turista-mostra/museo.

Light

Studio delle luci urbane e delle atmosfere surreali che offrono le città, senza manipolazioni.

 

Nudi

Studio dell’intimità femminile prevalentemente in bianco e nero e prevalentemente in pellicola, con luce naturale negli ambienti dove vivono i soggetti, in stile reportagistico senza manipolazioni.

 

Onde anomale

Installabile con fili pendenti dal soffitto, su parete tipo multi-schermo di una sala regia, o sparse a terra. 25 immagini in tiratura limitata di 5 copie digitali su carta fotografica. L’installazione ha anche la colonna sonora.

 

Ritratti

Per lo più aderenti alla metodologia di studio della complementarietà del soggetto con lo sfondo/paesaggio, spesso relativo al mestiere che svolge.

 

Lampi di terra

Serie di quasi 40 stampe da pellicola in bianco e nero del deserto della Siria. Gli sprazzi di sole e la tecnica fotografica fanno sembrare che la terra abbia una sua luce interna.

 

Le città invisibili

Stampe da pellicola in bianco e nero delle città antiche della Siria dai nomi quasi tutti femminili che mi ricordano vagamente i nomi delle città invisibili di Calvino: Apamea, Palmyra, Aleppo…