Gabriele Buratti


Gabriele Buratti “Buga” nasce a Milano nel 1964, si diploma al liceo artistico e, laureato al Politecnico in Architettura del Paesaggio, sviluppa negli anni quell’interesse per i caratteri fisici, antropici, storici e strutturali del territorio che influenzerà profondamente la sua opera di pittura, scultura e fotografia. Dal linguaggio rupestre a quello delle macchine, la semiologia, ha fatto un salto che allontana l’uomo dal mistero del sacro. Se gli uomini delle caverne inventarono il primo linguaggio per esigenze tribali-sacrali, quello odierno dei codici (a barre) è il simbolo della prevaricazione dalle leggi di mercato su quelle  dell’etica.


A differenza del passato, oggi, l’uomo domina la natura con la sua prepotente tecnologia e così spesso la deturpa. Nella pittura di “Buga” si percepisce un monito sul rischio che stiamo correndo sulla strada della globalizzazione planetaria. Le immagini delle metropoli con il loro skyline di grattacieli indicano la fine della diversità architettonica determinando una condizione in cui l’uomo sembra assente…
Gli animali sono il paradigma di una logica tutt’altro che ambientalista. E’ questa la tematica di cui si è sempre occupato Buga: osservare quali comportamenti e quali accadimenti siano connotati da un paradigma selvaggio e quali il risultato di una cognizione civile e consapevole. L’essere umano non ha ( ancora? ) la facoltà di trovare la misura ideale dell’abitare in quanto non ancora pienamente convinto che un rapporto simbiotico con la natura sia la condizione sine qua non per riconcepire l’architettura.